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    • Gruppo (4)

      Il Gruppo Speleologico Fiorentino nasce nel 1927, quando un manipolo di soci della sezione fiorentina del CAI decise di metter il naso sottoterra per esplorare e documentare il misterioso mondo ipogeo. Più di ottant'anni dopo lo scenario rimane sempre quello, il GSF rappresenta la speleologia a Firenze ed opera sulle martoriate Alpi Apuane. Ormai abbiamo perso il conto delle grotte scoperte e accatastate dai nostri soci, mentre siamo entrati nella storia della speleologia con epiche esplorazioni nell'abisso Corchia sull'omonimo monte, dove a più riprese siamo scesi e saliti, in Olivifer,  sul monte Grondilice, temporaneamente la grotta più profonda d'Italia(-1215mt), lì dove tutti dicevano non ci fossero grandi potenzialità ed in Carcaraia, sul versante nord del monte Tambura, nell'abisso Roversi, che detiene l'attuale record di profondità con i suoi -1350mt, nel Saragato, un mostro di 25 chilometri di sviluppo e “cuore” della Carcaraia e più di recente negli abissi Mani Pulite e Perestrojka, che superano entrambi la quota di -1000mt. Questo è quello che, a grandi linee, abbiamo fatto in campo esplorativo, evidentemente è il frutto di una più ampia visione della speleologia che ci ha contraddistinto. Dal 1969 ben 50 corsi d'introduzione alla speleologia di primo livello, si sono alternati a momenti d'approfondimento tecnici e scientifici. Innumerevoli soci del Gruppo hanno fatto parte, e tuttora ne sono parte integrante, delle istituzioni che tutelano e rappresentano la speleologia sul territorio, ricoprendo tutt’oggi le più alte cariche del CNSAS, della Società Speleologica Italiana, della Federazione Speleologica Toscana. Ricordiamo il nostro contributo indispensabile, con un oscuro lavoro, in favore della legge regionale sulla speleologia del 1980, oppure mettendosi in prima linea nella lotta per la tutela ambientale ovunque ve ne fosse necessità. Abbiamo percorso l'Italia in lungo e largo, dal Trentino alla Sicilia, dal Carso triestino al Marguareis in Piemonte; siamo scesi nelle cavità speleo-glaciali della Svizzera della Groenlandia e della Patagonia, in quelle tropicali del Chiapas in Messico, in Filippine, in Honduras, in quelle continentali della Francia, Spagna e Polonia, riportando a casa innumerevoli risultati esplorativi e scientifici.

      “La società civile dovrebbe essere immensamente grata alla Speleologia che assorbe tutte le energie di potenziali anarchici, schizofrenici e casinisti e risparmia degenze in manicomi e galere”  scriveva Giovanni Lenzi su “70 anni del gruppo speleologico Fiorentino” nel 2003, sentenziando in modo inappellabile sulla natura dei personaggi che hanno fatto la storia del Gruppo Speleologico Fiorentino.


    • Attività (17)

      Il Gruppo Speleologico Fiorentino è stato da sempre uno dei gruppi più rinomati per la vivacità, l’interesse e la quantità di esplorazioni portate a compimento.

      Esploratori impegnati con tanta forza, dedizione, ostinazione e pazienza non potevano che portare a risultati straordinari come il numero di grotte diventate abissi a furia di “…strappare numeri al marmo…”. L’eredità lasciataci dagli anni 70, ’80 e ’90 è pertanto immensa.

      Un’esperienza alla quale poter attingere a piene mani, e il territorio delle Apuane sul quale confrontarsi.

    • Corsi (6)

      " ... e tirato dalla mia bramosa voglia , vago di vedere la gran copia delle varie e strane forme fatte dalla artifiziosa natura , raggiratomi alquanto infra gli ombrosi scogli , pervenni all’entrata d’una gran caverna ; dinanzi alla quale , restato alquanto stupefatto e ignorante di tal cosa , piegato le mie reni in arco , e ferma la stanca mano sopra il ginocchio e colla destra mi feci tenebre alle abbassate e chiuse ciglia e spesso piegandomi in qua e in là per vedere se dentro vi discernessi alcuna cosa ; e questo vietatomi per la grande oscurità che là entro era .

      E stato alquanto , subito salse in me due cose , paura e desiderio : paura per la minacciante e scura spilonca , desiderio per vedere se là entro fusse alcuna miracolosa cosa "

      Leonardo Da Vinci

      La Speleologia (dal greco spélaion = caverna e lògos = discorso) è la scienza che studia i vuoti sotterranei sia naturali che artificiali, ovvero le grotte che formano l’ipogeo, un mondo vasto che inizia con l’esplorazione e si perde poi nell’insieme dei numerosi anfratti e fessure dei perché e dei per come, ai quali pur senza certezza  alcuna, una risposta è possibile solo attraverso un’attività scientifica multidisciplinare che riassunta dall’UIS (Unione Internazionale di Speleologia) si suddivide in tre grandi aree di ricerca:

      • Geospeleologia, definita una delle scienze della terra, nella quale convergono la geologia, la geografia fisica, il carsismo, l’idrogeologia e ovviamente l'esplorazione ed il rilevamento delle grotte.
      • Biospeleologia, ovvero lo studio della vita sotterranea,  ma anche ecologia, biogeografia, genetica e biologia dell’evoluzione.
      • Antropospeleologia, una parte dell'antropologia, archeologia e paleontologia, in relazione al passato e al presente dell'essere umano e delle grotte.

      La didattica, fin dal 1964 anno del I Corso di Speleologia, da  sempre viene inserita al primo posto del programma di attività del Gruppo Speleologico Fiorentino, che è stato uno dei principali protagonisti a livello nazionale non solo per la nascita e lo sviluppo della didattica e con essa della Commissione Nazionale delle Scuole di Speleologia (CNSS) in seno alla Società Speleologica Italiana (SSI), ma anche della Scuola Nazionale di Speleologia (SNS) del Club Alpino Italiano (CAI).
      Attraverso la Scuola di Speleologia di Firenze appartenente alla SSI, alla quale il gruppo è associato, ogni anno viene organizzato un Corso di Introduzione alla Speleologia di I livello che, omologato sia secondo il regolamento scuole SSI sia, quando possibile, secondo i regolamenti della Scuola CAI. Il corso di primo livello permette in ogni caso di accedere ai corsi di perfezionamento tecno-scientifici, regionali o nazionali di 2° o 3° livello, organizzati dall’uno o dall’altro ente.
      I numerosi argomenti presentati durante il corso introduttivo alla speleologia di primo livello, vengono trattati in modo sintetico limitandosi alle cognizioni di base, successivamente alcuni di questi diventano oggetto di stages di approfondimento teorico-pratici e inseriti nell’attività didattica annuale del Gruppo; argomenti che vanno dall’approfondimento delle tecniche di progressione e autosoccorso, alla cartografia ed al rilievo in grotta e anni fa di speleoglaciologia in Svizzera.

      Foto S. Merilli e S. Menicagli

       

       

       

    • Home (2)

      “La società civile dovrebbe essere immensamente grata alla Speleologia che assorbe tutte le energie di potenziali anarchici, schizofrenici e casinisti e risparmia degenze in manicomi e galere.” 

      Giovanni Lenzi su “70 anni del gruppo speleologico Fiorentino”, 2003.

       

      "Far speleologia è come studiare il greco antico: non serve praticamente a nulla, ma, come diceva Rabelais, un uomo non può definirsi saggio senza conoscerlo. Il greco antico col suo labirinto di aoristi, declinazioni, accenti, e iota sottoscritte è complicato quanto un grande complesso sotterraneo in cui convivono milioni di anni scavati da differenti ruscelli. Risalendo le sue ragioni, il greco antico conduce il paziente studioso alle orgini del pensiero, all'unione di lettere in famiglie di parole, all'ordinamento dei tempi e dei modi per cui fu possibile concepire un discorso, creare un panorama astratto ad uso esclusivo degli occhi della mente che si spinge ben oltre i limiti di quello tangibile, oltre i bisogni del corpo per cui sono sufficienti gesti teatrali ed urla gutturali."

      Andrea Gobetti, “L’ombra del tempo”
       

    • Corso di introduzione alla speleologia (9)

      (foto S.Merilli)A chi è rivolto e a cosa serve?

      A tutti coloro che sono interessati allo studio e all'esplorazione dell'ambiente ipogeo…..

      Ad acquisire la conoscenza degli argomenti multidisciplinari relativi alla conoscenza dei fenomeni carsici, delle tecniche di progressione e dei materiali per l’esplorazione dell’affascinante ambiente ipogeo, e delle diverse scienze che aiutino a comprenderlo……

      È necessario?

      Se il mondo ipogeo vi affascina e lo si vuole percorrere, soltanto partecipando al corso si possono acquisire i sistemi e le tecniche di progressione, che vi permetteranno di iniziare nella più completa sicurezza facendovi capire quanto questa sia importante…

      Chi può partecipare?

      Al corso possono partecipare tutti, dai 16 anni in poi.. non è richiesta una particolare preparazione fisica; una facile uscita in grotta, a titolo di presentazione, precederà l'inizio vero e proprio del corso.

      Come si struttura il corso e quando ci sarà?

      (foto S.Merilli)

      Una sezione teorica, comprenderà gli argomenti che abbracciano l'ampio spettro delle discipline che interessano la speleologia, le tecniche ed i materiali; particolare attenzione sarà rivolta all’ecologia e alla salvaguardia dell’ambiente carsico nonchè alla sicurezza come fondamentale prevenzione degli incidenti. La sezione pratica, prevede quattro uscite in palestra per avvicinarsi con tranquillità acquisendo sicurezza nelle tecniche di progressione in ambiente ipogeo, quattro uscite in grotta con difficoltà crescente ed escursioni nelle principali aree carsiche dell’Apuane. 

      Il corso d’Introduzione alla Speleologia di primo livello viene organizzato ogni anno tra settembre e novembre… il martedì ed il giovedì saranno impegnati per la parte teorica ed il fine settimana per quella pratica…..

      Scarica qui il volantino tipo di un corsoqui il volantino tipo di un corso    pg 1    pg 2   

       Ma…ci divertiamo?

      Certo che si….. proprio l’impegno di documentare,  studiare ed  esplorare il mondo sotterraneo fa avvicinare persone con interessi e specializzazioni diverse; esse formano “il gruppo” nel quale  i momenti di aggregazione non mancano ed è dal 1927 che il Gruppo Speleologico Fiorentino si ritrova, lavora, esplora, vive, protesta, e questo grazie a tutti quelli che ci sono passati che passano e…..che passeranno.

       

      “…..tanto ch’i’ vidi delle cose belle

      che porta l’ciel, per un pertugio tondo;

      e quindi uscimmo a rivedere le stelle.”

      Dante Alighieri,  La Divina Commedia (Inferno XXXIV, 139)

    • Corso di rilievo (1)

      Questi stage sono rivolti principalmente a tutti quelli che sono usciti dagli ultimi corsi di 1° livello, e intendono approfondire una materia che durante il corso viene trattata per ovvi motivi, così come per le altre discipline, in modo esclusivamente conoscitivo.
      Ovviamente come viene spiegato durante i corsi d'introduzione, il rilievo topografico, ma non solo questo, è la prima di tutte quelle operazioni che servono  ad ottenere  il maggior numero di informazioni da associare al buco, alla grotta  o abisso che sia.
      Le finalità come capirete, sono molteplici: oltre alla stesura del rilievo al fine esplorativo, per capire dove siamo, è ovvio che più informazioni vengono raccolte e più cresce il contributo per la conoscenza e lo studio multidisciplinare delle aree carsiche e dei loro sistemi: idrogeologico, meteorologico, biospeleologico, paleontologico, paletnologico, preistorico e quant'altro; studio che nel suo insieme determinerà poi, il singolo valore conservativo delle grotte accatastate in quella o nell'altra area carsica.
      Non ultima, ma altrettanto importante è l'utilizzo del  maggior numero d'informazioni, ed in primis il rilievo delle cavità esplorate nell'area di studio, con lo scopo di esercitare la salvaguardia dell'ecosistema che costituisce l'ambiente ipogeo ed epigeo contrastando scelte politiche e/o tecniche scellerate che  costringono il più delle volte a ricorrere ad azioni legali le quali necessariamente devono essere accompagnate da un corretto supporto informativo e documentale.
      Ma non solo, gli stessi Enti, dai Comuni alla Regione il cui catasto grotte, in passato di esclusiva proprietà della FST, ha fatto proprio; hanno e avranno a disposizione informazioni e strumenti importanti, per una corretta lettura del proprio territorio necessaria sia alla pianificazione urbanistica, produttiva e sia all'utilizzazione delle risorse, qualora presenti, partendo da quelle idriche fino ad arrivare a quelle economiche e di sviluppo.

    • Speleologia urbana (2)

      "Urbana" è un modo improprio per definire la speleologia in cavità artificiali, ovvero in tutte quelle opere umane che si trovano nel sottosuolo.
      Acquedotti, cisterne, fognature, chiese ipogee, abitazioni rupestri, sepolture, miniere, opere militari di ogni tipo e di ogni epoca, depositi, fino alle gallerie di strade e ferrovie sono l’obbiettivo di questo particolare modo di  fare speleologia, che coniuga le tecniche di progressione e rilievo in ambiente ipogeo con il rilievo architettonico e la ricerca archeologica. In casi particolari siamo addirittura in presenza di situazioni miste, come le miniere etrusche e romane nelle Colline Metallifere, dove le grotte naturali erano sfruttate per l’avvicinamento ai filoni dei materiali da estrarre.
      Non c’è dubbio, siamo le persone “giuste”, ovvero matti abbastanza ma preparati all’ambiente e alle sue insidie, che sono sicuramente maggiori rispetto alle cavità naturali. Una grotta non presenta i problemi di stabilità di realizzazioni umane, e solo in rari casi la ventilazione naturale è assente e permette la formazione di sacche di gas come l’anidride carbonica, responsabile di molti incidenti mortali.
      Il nostro gruppo opera da anni su richiesta di Enti e privati che hanno la necessità di conoscere tracciati, consistenza, forma e stato di conservazione di opere ormai dimenticate nel corso del tempo. Le esplorazioni più recenti in questo campo sono l’acquedotto della Villa Medicea di Pratolino e le cisterne di San Miniato.

    • Altre attività (10)

      Chiamarle “altre attività” è una definizione che può fuorviare perché in realtà sono comunque legate e quindi facenti parte della Speleologia e con queste si contribuisce alla sua conoscenza e diffusione. Delle altre attività fanno parte le lezioni tenute agli studenti, la partecipazione a manifestazioni come la “Festa della Geografia”, l’accompagnare scout, anche molto giovani, in grotta, l’insegnare i rudimenti fondamentali ai volontari di questa o quella Associazione che consente loro di utilizzare gli strumenti per intervenire in particolari tipi d’incidenti stradali o similari. Insomma tutto quello che non si prefigge di formare uno speleologo ma che serve per la conoscenza della speleologia e di quanto a questa è collegato.

    • News GSF e Ambiente (4)

      Di seguito trovate le news riguardanti ambiente e territorio....non solo speleologico!

      Perché di pianeta (sotto o sopra) ne abbiamo uno solo!

    • Documenti (3)

      In questa sezione trovate i documenti del Gruppo Speleologico Fiorentino, come Regolamento, Regolamento Transitorio, ecc.

       Sono pubblicati gli ultimi aggiornamenti.

    • Cariche sociali GSF (5)

      Il Gruppo Speleologico Fiorentino è organizzato nel seguente modo: a gennaio di ogni anno vengono indette due assemblee ordinarie in cui si elegge il Consiglio Direttivo, formato da 1 presidente, 1 vice-presidente, 1 segretario e 2 consiglieri.

      Ciascun membro del Consiglio ha un incarico da responsabile di una determinata area, come didattica, magazzino e iscrizioni, rapporti col CAI Firenze.

      Oltre a Consiglio Direttivo vengono stabiliti altri ruoli: Magazziniere, Tesoriere, Archivio fotografico e video, Gestione sede, Bollettino, ecc.

      Ciascun anno tali cariche vengono ricoperte da nuove persone che entrano a far parte del gruppo.

      Le riunioni del Consiglio Direttivo sono pubbliche e aperte a tutti i soci e si tengono di solito il primo martedì di ogni mese: in caso di cambio della data o di convocazione di ulteriori riunioni del C.D. verrà data comunicazione elettronica.

      Per permettere a tutti i soci del Gruppo di partecipare attivamente alle riunioni ed essere sempre informati delle decisioni che vengono prese in sede di Consiglio, esiste un servizio di avvisi a circolare elettronica; i soci interessati e in possesso di indirizzo elettronico sono invitati a comunicarlo al nostro indirizzo This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it..

    • Credits (1)

      Per la realizzazione del sito si ringraziano:

      Andrea Moretti, Manuela Belli, Giorgia Bonini, Manuel Tartaro.

      Per i testi delle pagine si ringraziano (in ordine alfabetico):

      Manuela Belli, Stefano Bettini, Sonia Cardini, Michele Cuccurullo, Gianni Ledda, Stefano Merilli, Gabriele Nassini, Paolo Porri.

      Per le foto (in ordine alfabetico):

      Manuela Belli, Manuel Capra, Michele Cuccurullo, Gianni Della Valle, Simona Menicagli, Stefano Merilli, Manuel Tartaro.

    • Corso di tecnica d'armo e tecniche di autosoccorso (2)

      Programma indicativo di un corso "tipo"

      Introduzione e breve “rinfresco” su:

      • Caratteristiche e limiti di sicurezza dei materiali per la progressione;
      • Tecniche di armo per la progressione e disarmo;
      • Esercitazione pratica di tecnica di armo

      Foto S. Merilli
       

        

       

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